<<  Maggio 2019  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  4
  6  8  9
15161819
212223
272830  

Home Gruppi Missionario
Gruppo Missionario Stampa
Sabato 11 Febbraio 2012 23:44

Il Gruppo Missionario: intende testimoniare e favorire la fede come sorgente di vita; esprime la carita nelle situazioni di bisogno; coltiva e favorisce la speranza in un mondo migliore.

Il Gruppo missionario di Vangadizza nasce per volere di D.Romeo Cecchetto nellla primavera del 2008. Seguito in parrocchia dallo stesso Parroco o da Padri missionari di ritorno da terre di missione, si è sempre messo a servizio per migliorare il più possibile la propria formazione e i rapporti con le realtà seguite.

L’aiuto a distanza con offerte e/o materiale di occorrenza, cosituisce, fin dalla fondazione il veicolo di sostentamento con cui si cerca di aiutare persone e comunità più povere della nostra. Grazie alla sensibilità di molti degli abitanti del paese e di persone che provengono da fuori, si sono potuti raggiungere risultati a volte inaspettati, alleviando così sofferenze e disagi che sembravano spesso invalicabili.
Un  doveroso riconoscimento va a tutti coloro che partecipano puntualmente al richiamo della carità e che estendono a chiunque fosse interessato l'invito a condividere assieme le serate di formazione e progettazione che di volta in volta, vengono comunicate in parrocchia.

Attualmente dalla  parrocchia vengono contattate e seguite le seguenti realtà:

  • Suor Nadia: Didini (Kenya)
  • D. Romeo: Antananarivo  (Madagascar)
  • Suor Lucia: Santa Fe (Chile)
  • Associazione Betania  ( Kenya)
  • D. Claudio Valicella: Maranhao  (Brasile)
  • Ves. Michele Russo: diocesi di Doba  (Ciad)
  • Scuola Materna “Maria Bambina”: Joao Pessoa (Brasile)
  • Don Cosma Ambrosini (Ghana) che tiene informato il gruppo sulla realtà ghanese essendo lui stesso nato e cresciuto nella nostra comunità
Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Ottobre 2012 20:36
 
Uno di Noi Stampa
Domenica 26 Maggio 2013 12:57



Noi crediamo che la dignità sempre egualmente grande di ogni essere umano sia il fondamento
della giustizia, della libertà, della democrazia e della pace.

Noi crediamo, perciò, che tale dignità, con i diritti che ne derivano,
debba essere riconosciuta senza alcuna discriminazione dal primo inizio della vita umana
nel concepimento fino alla morte naturale.

Noi crediamo che l’unità europea debba ritrovare motivazione e slancio
recuperando la sua anima che affonda le radici nell'umanesimo che, fecondato dal cristianesimo,
ha gradualmente costruito una visione della società che pone al centro la persona umana:
ogni persona nella sua incomparabile dignità.

Noi crediamo che questo moto storico,
che ha già vinto ogni dottrina di oppressione sull'uomo, che ha già liberato intere categorie
di uomini dalla discriminazione, debba ora raggiungere la sua perfezione
riconoscendo come “uno di noi” anche ogni singolo essere umano all'inizio della sua vita,
quando, appena concepito, attraversa la condizione della più estrema fragilità umana.

Noi crediamo che un vero unitario popolo europeo
possa emergere nell'aderire ampiamente a questa visione.

Noi crediamo che l'Unione europea,
nelle azioni che essa attua al suo interno e nel mondo, applichi coerentemente questo principio.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini dell'Unione europea
(Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Ungheria)  di esprimere la loro adesione alla iniziativa denominata “UNO DI NOI” promossa in applicazione del trattato di Lisbona che ha inteso mettere a disposizione dei popoli una nuova forma di democrazia partecipata.

Il Comitato organizzatore

Visita il link

http://www.mpv.org/uno_di_noi/00018255_Home.html

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Maggio 2013 13:30
 
Come essere missionari oggi in Europa? Stampa
Giovedì 23 Febbraio 2012 13:24

combonianiDobbiamo ricordare che questa è una riflessione iniziata da tempo nelle province comboniane del continente europeo. E’ una riflessione che cerca di rispondere alla novità che vive questo continente e noi come persone che fanno parte di questa realtà. Molte volte ci troviamo di fronte alla domanda: che cosa dobbiamo fare, cosa vuole il Signore da noi, come dobbiamo rispondere come missionari di fronte alla realtà dell’Europa che cammina per una strada nuova e difficile del suo rapporto con Dio? Mi sembra che questa riflessione e ricerca diventa ogni giorno per noi una sfida che ci obbliga a percorrere un cammino che ci fa visitare il nostro essere più profondo, come persone e come missionari. E’ una riflessione che ci sfida a non rimanere in una missione conosciuta. Una missione dove sappiamo come fare e dove arriviamo per offrire le nostre capacità.

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Febbraio 2012 21:49
Leggi tutto...
 
Ottobre missionario Stampa
Venerdì 26 Ottobre 2012 20:13

Il mese di ottobre ci richiama il senso missionario della vita cristiana. L’esperienza di fede infatti non può non essere un’esperienza missionaria. L’acqua che non scorre si trasforma in palude. Così la nostra fede, se non diventa annuncio, proposta, aiuto, solidarietà e condivisione, perde la propria vitalità. Se è vero che un missionario deve essere in primo luogo discepolo, è altrettanto vero che il tempo del discepolato non può non tradursi in tempo di missione.
Tutto questo si trova nel cammino pedagogico usato da Gesù nei Vangeli con i suoi discepoli che sono diventati apostoli. Ma si trova anche nei cammini di formazione catechistica della Chiesa, nell’esperienza missionaria millenaria, nel cuore di ogni cristiano autentico, prete, religioso o laico, che sente dentro di sé lo slancio ad aprirsi.
Negli ultimi anni si usa una parola significativa per indicare il cammino missionario della Chiesa: “Scambio”. È una parola che completa l’altra parola prima usata “dono della fede”. Scambio (o condivisione) mette in risalto non solo quello che si dona, ma anche quello che si riceve. Non si tratta di uno scambio commerciale, ma teologico, riconoscendo che in ogni persona, popolo e cultura, c’è un valore immenso che Dio ha messo per essere riconosciuto e apprezzato. Il missionario non è più solo il seminatore, ma anche il raccoglitore. Anzi è soprattutto il raccoglitore. Così è facile capire la parabola del Vangelo, dove si dice che servono non seminatori ma raccoglitori per la messe abbondante.

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Ottobre 2012 20:37
Leggi tutto...