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Home Cultura e Altro G.B. Cavalcaselle
Giovanni Battista Cavalcaselle Stampa
Venerdì 18 Gennaio 2019 21:54

n 21/1/1819 m 30/10/1897
Critico d'arte e patriota, di Legnago. Nato secondo alcuni a Vangadizza nella casa di campagna della famiglia in località Cavalcaselle (ora Filippo Lippi), di fatto registrato negli atti di battesimo della Parrocchia di Legnago. Contro  il  desiderio del padre Pietro che voleva per lui la professione “sicura” di  ingegnere, assecondando la sua natura
che lo portava ad amare la vita avventurosa, trascurò la scuola di scultura e di architettura dell’Accademia di Venezia, alla quale si era iscritto, per visitare chiese e gallerie prima di Venezia, poi di tante altre città, entusiasmandosi di fronte ai dipinti del Rinascimento e diventando “conoscitore di opere d’arte”, professione che in quel tempo prese a diffondersi velocemente in tutta l’Europa. Interruppe poi gli studi per completare la sua formazione presso l’Accademia di Modena e poi cominciò a viaggiare.
Partecipò attivamente ai movimenti risorgimentali, entrando in vicende che hanno del romanzesco. Coprì nella maturità importanti incarichi nel campo della sovrintendenza alle opere d’arte della Nazione e scrisse, in inglese, con J.A. Crowe,l’opera monumentale “Storia della pittura Italiana”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2019 23:20
 
Cavalcaselle, uno di noi. Stampa
Venerdì 18 Gennaio 2019 22:37

Certa è la fama di G.B. Cavalcaselle, grande conoscitore e storico d’arte, ispettore alle Belle Arti e patriota, nato nel comune di Legnago nel 1819 e morto a Roma nel 1897. Egli costituì una delle personalità più significative dell'Ottocento nel campo della tutela e della conservazione dei beni artistici, fu un giovane mazziniano, diede il suo contributo alla formazione dello Stato unitario, partecipò in prima persona ai moti del 1848 e alla difesa della repubblica di Venezia nel 1849. La sua vita e le vicissitudini che lo coinvolsero furono così importanti che i Legnaghesi e il mondo intero non devono dimenticarsi di lui. Noi abitanti di Vangadizza, oggi, lo abbiamo ricordato in questo modo. Sosteniamo inoltre, senza ombra di dubbio, che G.B. Cavalcaselle è nato a Vangadizza in Contrà Cavalcaselle dove i suoi genitori abitavano ed erano proprietari di terreni, case e stalle. Noi ne abbiamo le prove. La casa, in stato di abbandono, si può ancora vedere. Le sue gesta ci sono state tramandate dai nostri anziani (lavoratori alle dipendenze del signor Pietro Cavalcaselle). Anche i nostri genitori e le nostre nonne ci narravano i particolari del lieto evento avvenuto in questa nobile famiglia in Borgo Cavalcaselle. Giovanni Battista Cavalcaselle è uno di Noi, è uno di Vangadizza.
Egli venne battezzato a Legnago e registrato nella Parrocchia di S. Martino perché in quel periodo (e precisamente dal 1808 in poi) la chiesa di Vangadizza era in rifacimento ed i padri Camaldolesi se ne erano andati ritirandosi nell’abbazia di Badia Polesine. Per questi motivi la nostra chiesa era inutilizzabile e senza pastore. Il primo parroco designato a professare nella nostra parrocchia fu Vicentini don Giobatta nel 1827.
Ricordiamo inoltre, con rammarico, che una vecchia amministrazione poco accorta e sleale nei nostri confronti, sostituì il toponimo Cavalcaselle con via F. Lippi (noto pittore), azione che noi tuttora disapproviamo e lo dimostra il fatto che, a distanza di anni, ancora oggi nel nostro discorrere quotidiano, quando parliamo di quella contrada, la indichiamo con il nome “Cavalcaselle”.
(Lucio Martinelli)


Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Febbraio 2019 21:51
 
Corte Cavalcaselle: un ricordo da proteggere. Stampa
Venerdì 18 Gennaio 2019 22:45

Per trovarla è necessario guardare oltre i campi di granoturco, lasciare la strada provinciale che da Vangadizza porta alla Rosta e inoltrarsi in una stradina intitolata a Filippo Lippi. Qui, al civico numero 1, nell’azienda agricola di Nereo Giovanni Aldegheri è ancora conservata la casa di campagna in cui visse, da ragazzo, Giovanni Battista Cavalcaselle (1819-97), noto per essere stato, nell’800, il maggiore storico e conoscitore della pittura rinascimentale italiana. È alquanto malridotto il semplice edificio a due piani che doveva costituire, nel passato, il cuore di Corte Cavalcaselle, dove si coltivavano riso e granoturco, come in quasi tutte le corti di campagna del luogo, servite dal Bussè e dalla rete di canali che attraversa le Valli Grandi Veronesi. Il tempo, le piogge, i venti hanno sgretolato intonaci, divelto la copertura, consumato gli infissi e, finora, solo gli interventi del proprietario hanno impedito danni ancora più gravi. La casa si presenta con le tipiche forme delle abitazioni rurali del passato: una sala centrale, la cucina con il camino, una rampa di scale per arrivare al piano superiore, altezze dei locali alquanto basse, piccole finestre sull’esterno, solai e travature in legno. È suggestivo pensare che in questi semplici locali sia nata la passione per l’arte del giovane Cavalcaselle e che qui, forse, potrebbe aver usato i ruvidi intonaci della casa come primo supporto per i suoi famosi disegni di natura artistica. Ma la situazione è grave; ancora qualche anno di abbandono e di Corte Cavalcaselle, a Vangadizza, si perderà ogni ricordo. L’abitazione avrebbe bisogno di un intervento in grado di ricondurla alla funzione abitativa che aveva nel passato, preservandola dall’abbandono, e in cui ricostruire, magari con mobili del passato, l’ambiente domestico di una casa di campagna dell’800. Altri interventi si potrebbero fare per valorizzare il luogo: sarebbe, per esempio, cosa opportuna collocare sulle tabelle stradali riportanti il nome di Vangadizza, una scritta che lo ricordi come paese di G.B. Cavalcaselle; sulla facciata della casa, una targa onoraria valorizzerebbe meglio la dimora dei suoi anni giovanili, preservando l’edificio da possibili scriteriate manomissioni edilizie. Sarebbe, inoltre, opportuno mantenere nel tempo il ricordo dello studioso istituendo una borsa di studio da assegnare, con cadenza periodica, a giovani laureati nel campo degli studi storico-artistici. Era, quest’ultima, una delle proposte emerse sin dal 1997, quando Legnago celebrò il primo centenario della morte di Cavalcaselle. Allora molto fu fatto, e anche detto, ma poi tutto gradualmente appassì come i fiori messi sotto il monumento allo studioso, eretto nel cortile del liceo cittadino.
Tra le molte idee, allora avanzate, nessuna riguardò la conservazione di Corte Cavalcaselle; oggi è arrivato il momento di pensare anche a quelle mura, prima che il tempo se le porti via.
Antonio Marchiori ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2019 22:57
 
Lettera per un fautore Stampa
Venerdì 18 Gennaio 2019 23:01

Sia a lode a chi fra noi
è messaggero d'arti conclamate
e accorre dove emergere intravede
come d'un pane dove l'io si nutre
benché sovente quant'èi dà si ignori.



Acerbo ancora ai lirici attingevo
ma indifferente mi era quel busto
prossemico alla memore mia scuola
nell'aiola rigente allogato,
e torvo mi paréa, meditabondo.



Ma la vita, si sa, oltre ti chiama
per altre vie insipidi allora.
Poi, ecco a lustri
la Dea Bellezza torna a rievocarsi
nel conforto benchè per illusione
chiedendoti di sorgere a verdire
là dove disfiorì per queto ardore
l'aurora di cotante note buone.



Basta così un'epistola
a invogliarti artefice talvolta,
ed ecco trasognato mi rivedo
ragazzo presso il cippo suscitato
stupendomi vedendolo emanare
un vivo grazie a noi nobilitanti
fugandosi l'austera nube al viso.



Romano Salgarello
A: G.B. Cavalcaselle in commemorazione
del duecentesimo della nascita


Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2019 23:19
 
Cavalcaselle, 200°anniversario della nascita Stampa
Venerdì 18 Gennaio 2019 23:10

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Ultimo aggiornamento Sabato 09 Marzo 2019 10:15